
La sua giovinezza si alterna tra letteratura ed editoria, con una forte sensibilità per gli elementi visivi, caratteristica peculiare della sua famiglia. La sua carriera professionale si è inizialmente orientata verso la sociologia e la traduzione: le sue conoscenze linguistiche le hanno permesso di lavorare come traduttrice dal francese di Marguerite Duras e Raymond Queneau. Negli anni Ottanta i viaggi a Parigi si sono fatti sempre più frequenti ed è proprio durante questi soggiorni che Maria Sebregondi è entrata in contatto con alcuni taccuini neri, ideali per prendere appunti e fissare su carta pensieri e ricordi di viaggio. Questi quaderni erano prodotti da una piccola azienda francese fin dalla metà dell’Ottocento e distribuiti nelle librerie parigine, frequentate anche da artisti e scrittori come Picasso, Hemingway e Van Gogh. Sebregondi è diventata una cliente abituale di una cartoleria in rue de l’Ancienne Comédie, la stessa che riforniva Bruce Chatwin, al quale si deve il nome Moleskine, ispirato alla somiglianza tra il materiale della copertina e la pelle della talpa.